2020-10-22

Link audit: evita la penalizzazione e valuta i backlink in 4 mosse!


I link in ingresso del nostro sito dicono moltissimo a Google: gli permettono di capire se meritiamo di raggiungere la #1 posizione perché siamo "referenziati" da portali autorevoli o se è meglio abbassare il nostro ranking perché veniamo linkati da siti poco affidabili. Insomma, i backlink incidono notevolmente su tutti gli sforzi che stiamo facendo per ottenere visibilità sui motori di ricerca. È per questo che la link audit è fondamentale per prevenire ogni eventuale penalizzazione e sviluppare una strategia SEO efficace.

Ma di cosa si tratta?

Come si svolge la link audit di un sito?

Quali benefici porta al sito?

Di seguito, potrai trovare le risposte a queste domande. Al termine, saprai cos'è la link audit e come svolgerla in modo scrupoloso e attento perché favorisca la crescita del tuo sito.



Contenuti in breve:


Quali sono gli obiettivi della link audit?



Abbiamo già visto che il link in ingresso rappresenta per Google una “referenza” del tuo sito. Tuttavia, una raccomandazione è considerata nulla, se non addirittura negativa, quando arriva da un sito di scarsa qualità o, addirittura, spammoso. Tra gli aggiornamenti di Google utili alla SEO c’è infatti anche quella definita “Penguin” l’algoritmo è nato per realizzare un’analisi approfondita dei link in ingresso dei siti, valutarne il livello di qualità ed eventualmente penalizzare il sito che li riceve. Ciò che è nato per contrastare lo SPAM e l’acquisto di backlink, si è rivelato un intoppo nelle strategie di link building che molte aziende avevano intrapreso. È per questo che la link audit è importante. Sotto questo termine rientrano tutte quelle attività che riguardano l'analisi dei link di un sito, e quindi di: 

In questo articolo ci occuperemo in particolare di quest’ultimo aspetto della link audit, che rappresenta il punto focale di una strategia di link building. Ma entriamo nel dettaglio: quali sono gli obiettivi della link audit? Di seguito ne vediamo alcuni:

Ora che abbiamo capito quali sono i principali obiettivi della link audit, possiamo analizzare le 4 semplici mosse per analizzare il nostro sito e, soprattutto, prevenire la penalizzazione da Google Penguin per divenire “autorevoli” agli occhi del motore di ricerca.


#1 Ricerca dei link in ingresso: come trovarli?



La link audit, di norma, comincia con una ricerca generica dei link in ingresso che arrivano al sito. In questo caso come in molte altre situazioni, Google ci fornisce già un tool gratuito che possiamo sfruttare per ottenere le informazioni che stiamo cercando: Google Search Console. Vediamo nel dettaglio come funziona questo strumento e come può aiutarci ad analizzare il nostro sito a livello di inbound link.

Accediamo a Google Search Console e selezioniamo, tra quelli presenti il nostro sito. Quindi, ci spostiamo sul menu a sinistra, cerchiamo la sezione “azioni manuali” e clicchiamo su “link”. A questo punto, di fronte a noi appariranno 2 categorie diverse:

Teniamo in considerazione la prima categoria e analizziamo:

A questo punto avremo una panoramica generica della situazione del nostro sito. Le prime informazioni ottenute tramite Google Search Console dovranno essere confermate da un’analisi più approfondita, che è prevista nel secondo step della link audit.


#2 Analisi dei link in ingresso: cosa considerare?



La prima fase della link audit – quella relativa alla ricerca dei backlink – culmina successivamente nell’analisi approfondita. Se, infatti, Google Search Console ci ha già offerto qualche spunto di riflessione, ora è necessario approfondire la situazione del nostro sito, nell’ottica di identificare i rischi a cui stiamo andando incontro o i backlink positivi che stiamo ricevendo. Come fare? Esistono principalmente 2 metodi:

A titolo d’esempio, proviamo a utilizzare SEO profiler. Inserendo l’url del nostro sito, possiamo avere alcuni dati su:

Grazie a tutte queste informazioni, potremo effettivamente capire se la nostra strategia per ottenere backlink sta dando buoni frutti o se è necessario agire per evitare una pesante penalizzazione da parte di Google Penguin. In quest’ultimo caso, parliamo di un’attività di recovery: rifiutiamo, quindi, il link in ingresso e chiediamo a Google di evitare di tenere conto dei suddetti link.


#3 Fase di recovery: come rimuovere i link dannosi?



Molto spesso capita di constatare una decrescita esponenziale del traffico proveniente dai motori di ricerca, oltre che una diminuzione del ranking, e di entrare in panico perché non si comprende il motivo di questa situazione. Non è cambiato nulla all’interno del sito? Non sono state cancellate pagine che potrebbero provocare errori 404? Non è stata constatata la presenza di contenuti duplicati? Se abbiamo già escluso ogni possibile causa, forse questa è da ricercare proprio nei link in ingresso dannosi. Vengono così definiti quei backlink che derivano da:

Anche se potrebbe non sembrare, un inbound link che ha origine in un sito privo di autorevolezza davanti a Google può essere puro veleno per il nostro sito e causare la perdita di ranking nella SERP. Ciò, ovviamente, si traduce nella sparizione di una buona fetta di traffico organico. Uno degli obiettivi principali della link audit è proprio quello di prevenire la penalizzazione da parte del motore di ricerca o, eventualmente, di agire affinché questi link vengano rimossi.

Cosa fare, quindi, se a seguito dell’analisi specifica dei link in ingresso abbiamo constatato la presenza di numerosi link dannosi? Dopo aver ottenuto, tramite Google Search Console, la lista dei link che causano la penalizzazione, daremo il via alla fase di recovery. L’obiettivo è, infatti, quello di rimuovere i link dannosi dal nostro sito. Ciò è possibile realizzando un file di estensione .txt e codificato in UTF-8 o ASCII a 7 bit, che viene definito “file disavow”, in cui elenchiamo, riga dopo riga, tutti i link in ingresso che intendiamo rifiutare.

Successivamente, il testo verrà presentato a Google, per fare in modo che non tenga conto di questi link. In che modo? Scrivendo ai webmasters del motore di ricerca: clicchiamo sul link https://www.google.com/webmasters/tools/disavow-links-main, selezioniamo il nostro sito, premiamo su “rifiuta link” e inseriamo il file txt che abbiamo realizzato.

Teniamo presente che l’attività di recovery è estremamente delicata ed è per questo che si consiglia, di norma, di esternalizzarla a un’agenzia SEO. Se desideri approfondire l’argomento, affidati al seguente articolo: Google Penguin: la penalizzazione.


#4 Analisi della qualità dei link: come procede la strategia?



Se abbiamo già dato il via a una strategia per l’acquisizione di backlink utili alla SEO e vogliamo capire se stiamo ottenendo risultati concreti e tutto procede liscio, la link audit può aiutarci ulteriormente. Dopo aver analizzato i diversi link in ingresso e aver rimosso quelli dannosi, non ci resterà che controllare il livello di qualità dei backlink rimasti in gioco: sono davvero ottimi? Stanno davvero producendo i loro frutti e aiutando il nostro sito a migliorare la reputazione agli occhi del motore di ricerca? Questa fase serve proprio a rispondere a questi quesiti.

In che modo è possibile ottenere queste indicazioni? Utilizzare Google Analytics (a proposito, al link qui di fianco potrai trovare una guida completa alle sue principali funzioni!) è la soluzione migliore. Google Analytics è un vero e proprio “contatore” del nostro sito: grazie a questo strumento, possiamo conoscere in tempo reale le sue performance, le pagine più visitate dagli utenti, il target a cui dobbiamo rivolgerci. Ed è attraverso i suoi dati che possiamo comprendere anche se i nostri link in ingresso sono ottimi a livello di qualità o se possiamo migliorare la nostra strategia.

A quali fasi e fattori dobbiamo prestare attenzione per giungere a questa conclusione? Vediamoli assieme:

Queste semplici mosse ci permettono di avere un’idea chiara sulle performance della nostra strategia per l’acquisizione di backlink e di capire dove possiamo migliorare. Se, per esempio, il traffico referral risulta particolarmente elevato a partire dagli ultimi mesi, ma la frequenza di rimbalzo è ancora troppo alta, sapremo che dobbiamo migliorare l’attinenza dei backlink. Se, invece, il traffico referral fatica a crescere, sapremo che è necessario rafforzare ulteriormente la nostra strategia, cercando di ricevere sempre e solo link in ingresso.

Per approfondire l’argomento trattato in questo articolo, non esitare a consultare la nostra pagina dedicata alla link audit.



Lascia un commento